Davvero – il primo spaghetti shojo manga? (Recensione)

Qualche tempo fa sono incappata, tramite un post del buon Leo Ortolani (autore che ho amato per Rat-Man e soprattutto per Venerdì 12, ma questa è un’altra storia! ;)), in questo fumetto qua:

Davvero.

Il fatto che Leo abbia definito la diciannovenne protagonista come una “cretina” mi ha intrigato molto e ho deciso di leggermi il fumetto, invogliata anche dal fatto che fosse gratuito e facilmente reperibile via web. Beh non l’avessi mai fatto: ho letteralmente divorato le 70 puntate che la ideatrice, Paola Barbato, ha deciso di pubblicare in rete come pilota.

Nasce tutto da un bivio. La protagonista Martina potrà cambiare atteggiamento conformandosi alle aspettative del padre, o accettare da lui 20.000 euro e andarsene via di casa per diventare finalmente adulta. Il padre di Martina la intende come provocazione per una figlia abulica, ma la protagonista lo prende in parola e così, spinta dal fatto che nessuno dei suoi amici o familiari sembra credere che lei possa sopravvivere da sola nel vasto mondo, decide di stare via di casa per un anno e spostarsi dalla natìa Brescia a Milano. A Milano troverà riparo in un appartamento sgarrupato insieme a sette coetanei; ovviamente la convivenza non sarà delle più semplici, ma questo contribuirà alla crescita della protagonista.

Diciamocelo: l’offerta editoriale fumettistica nel nostro paese straripa di storie simili, solo ambientate a Tokio invece che nella ben più prosaica Brianza, e forse la frangia più giappofissata del pubblico vede nelle ciotole di ramen, nelle uniformi alla marinaretta e nei capelli dai colori inverosimili un valore aggiunto. Questo o non si capisce come mai buona parte degli editori inizialmente non abbia accolto la proposta di Paola Barbato (nota per essere uno degli sceneggiatori di Dylan Dog) di un fumetto shojo dove i riferimenti culturali e le dinamiche familiari e sociali sono quelle della Penisola.
L’ideatrice ha allora riunito un gruppo di giovani disegnatori emergenti, che, credendo in qualcosa di inizialmente non retribuito han dato vita al fumetto sul web, il luogo per eccellenza dell’autopromozione. “Davvero” s’è così concretizzato davvero (il titolo non è casuale) ed è riuscito a guadagnarsi una piccola cerchia di fan che han confermato la bontà e la validità del progetto, permettendone il passaggio dal web al cartaceo insieme a quelli di Star Comics.

martina

Il fumetto è appassionante non solo per i cliffhanger (leggi: “come andrà a finire?”) sapientemente dosati, ma anche perché è una bellissima storia di formazione. Ho cominciato a conoscere Martina come una ragazza vacua, viziata e soprattutto egoista (anche se devo dire che questo aspetto della sua personalità è più evidente nel fumetto online che nel cartaceo), e francamente ho pensato ” ma che faccia di tolla!”. Man mano che la narrazione si dipana, però, capiamo che Martina non è una stronza, è semplicemente una “absolute beginner”, ha voglia di costruire qualcosa, anche se non sa bene cosa e come. Non lo sa semplicemente perché nessuno l’ha mai lasciata uscire dai binari prestabiliti delle solite 2-3 amiche di sempre, del corso di danza, dell’appuntamento fisso dall’estetista e dal parrucchiere, cose che lei ha accettato supinamente perché incapace di vedere un’alternativa.

martina-2

Nella storia incontriamo la famiglia benestante e inconsapevolmente oppressiva, gli universitari fuori sede stipati in appartamenti trascurati, le coppie di fidanzati che si trascinano per anni con prospettive alla mulino bianco, il sogno di una vita migliore attraverso lo spettacolo, le dinamiche della borghesia-bene di molte città di provincia: elementi ricorrenti (e forse anche un po’ abusati) nella cinematografia e nella narrativa italiane. E poi la protagonista, come ha fatto notare varie volte la sua creatrice, è una semplice ragazza, con il suo naso un po’adunco e gli orizzonti culturali limitati, non certo una popputissima, occhiuta liceale giapponese dai poteri o talenti particolari.

Sarebbe però da ciechi non vedere il tributo che “Davvero” deve a una grande storia shojo, “Nana” di Ai Yazawa. Come Hachi (Nana Komatsu) Martina ha diciannove anni, capelli chiari e una bella dose di ingenuità e frivolezza quando arriva nella grande città. Lì conosce la disincantata e vissuta coinquilina Selene/Nana Osaki, che la prenderà protettivamente sotto la sua ala nel viaggio verso la vita adulta. Il rapporto simbiotico e un po’ tormentato tra Martina e Selene non è l’unico elemento somigliante, nel corso della storia infatti verranno presentate altre situazioni che contribuiranno, in alcune pagine, a dare l’idea di star leggendo un “Nana” al ragù.

nana e davvero

La cosa che più mi è piaciuta, nella versione online di Davvero, è l’alternarsi di stili diversissimi anche all’interno della stessa puntata, con l’intento di appaiare la cifra stilistica di ogni disegnatore al “mood” della storia. Un altro aspetto interessante è il rendiconto spese di Martina a scalare dei 20’000 euro iniziali, quasi a costituire un riassunto del singolo episodio. Questi elementi sono spariti nella versione cartacea, e lo stile del tratto s’è fatto più standard e “bonelliano”, ma d’altra parte la sceneggiatura è stata riscritta ed arricchita tenendo conto anche della risposta del pubblico al pilota e della reale collocazione temporale delle uscite in edicola.

Oltre alla fanpage del fumetto, su facebook sono attivi anche i profili dei personaggi più importanti della serie, con riferimenti velati alla storia. Non so se nell’intenzione degli autori c’è l’utilizzo di facebook come elemento narrativo ulteriore/fonte di feedback e ispirazione da parte dei fan, ma sicuramente sarà qualcosa di interessante se sviluppato.

Mi piace lo spirito di rottura del progetto e non vedo l’ora che la serie continui oltre gli eventi del pilota, perché le vicende di Martina mi han veramente catturato.

“Davvero”

Sceneggiatura e ideazione: Paola Barbato, Matteo Bussola
Cadenza: bimestrale
Casa Editrice: Star Comics
Lo trovi in: Edicola, fumetteria, online sul sito http://www.davvero.org
Prezzo: 2.90 E

Tutte le immagini del presente post sono state tratte dal fumetto online “Davvero”, ad eccezione dell’ultima immagine, parzialmente tratta da “Nana”. Tutti i diritti riservati.

5 thoughts on “Davvero – il primo spaghetti shojo manga? (Recensione)

  1. La tua recensione mi ha super incuriosita, credo proprio che gli darò un’occhiata!🙂 Anche perchè adoro “Nana” (adoro anche il buon Leo e il mio Venerdì 12 Omnibus, ma questa è un’altra storia :P)

    • Guarda, a me ha letteralmente risucchiato. pur se sono una persona molto diversa dalla protagonista non ho potuto fare a meno di immedesimarmi in molte situazioni. certo, non è una storia terribilmente innovativa che rivoluzionerà il modo di raccontare a fumetti, ma dal punto di vista editoriale è sicuramente stata una sfida.
      Grazie per essere passata!

  2. Ecco lo sapevo… mi sono appena letta tutte e 70 le puntate!
    Ganzo, soprattutto per l’alternanza di stili… la storia invece l’ho trovata un pò troppo rocambolesca ed irreale.
    Buona notte!

    • in effetti sì, l’entrata in scena del padre di Selene con conseguente fuga è stata la cosa più assurda. ma se vogliamo anche la storia dei 20.000 euro, probabilmente. Io ho trovato la storia molto convolgente proprio perché molto drammatica e rocambolesca in alcuni punti e in altri punti molto “quotidiana” e prosaica.

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