Recensioni – Filantropica

A fost odată un oraş în care oamenii se împărţeau în prinţi şi cerşetori.
Între aceste două lumi nu existau decât câini vagabonzi.
Ei formau clasa de mijloc
.”

“C’era una volta una città nella quale le persone erano o principi o accattoni.
Tra questi due mondi non esistevano che cani randagi.
Essi costituivano la classe media.”

Incipit di “Filantropica”

Dear english-speaking readers:

This is entry is a critic review of the romanian film Filantropica, by screenwriter and director Nae Caranfil. It’s in italian only, as it’s very lenghty and articulate. I’ll post an english version of it as soon as possible : )

Mara Nicolaescu/Miruna, Gheorghe Dinică/Domnu’ Pepe, Mircea Diaconu/Ovidiu , Viorica Voda/Diana

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nel trailer di un film in prossima uscita, “Smetto quando voglio”. Questa la trama: gruppo di geniali laureati e dottori di ricerca ridotti a lavorare in nero per poche lire svolta grazie all’iniziativa di uno di loro, un neurobiologo precario, di creare e smerciare una nuova droga sintetica. Sorvolando sull’imbarazzante intervista al regista (imbarazzante non certo per colpa del giornalista), in effetti il film si basa sul tema dell’onesto insegnante/studioso che, spinto da circostanze disperate, mette a frutto i suoi titoli di studio e le sue competenze per scopi non propriamente nobili; subito penso a Walt White e al suo laboratorio di cristal meth. C’è un altro film poco conosciuto che tratta questo tema, ed è  Filantropica, un film del 2002 del regista rumeno Nae (Nicolae) Caranfil, che racconta in chiave tragicomica le disavventure del professor Ovidiu Gorea sullo sfondo di una edonistica Bucarest ormai non più comunista ma preda del capitalismo selvaggio.

Mircea Diaconu nel ruolo del professor Gorea

"Eravamo una famiglia unita, che viveva un Natale perpetuo"

“Eravamo una famiglia unita, che viveva un Natale perpetuo”

Una Bucarest che sembra divisa tra arricchiti (mafiosi? ex comunisti riciclatisi nel giro di 10 minuti? stranieri in cerca di soldi facili?) e disperati vari, che elemosinano a ogni angolo di strada.  A dispetto di quel che dice la frase introduttiva del film, la classe media però esiste ed è composta da gente come Ovidiu: ultratrentenne, vive ancora coi suoi macchiettistici genitori e insegna in un liceo dove probabilmente il più povero tra i suoi studenti percepisce in paghetta due volte il suo stipendio mensile – esilarante la scena che vede, all’uscita di scuola, gli alunni tornare a casa in bmw e i professori in tram. Ovidiu è anche uno scrittore, ma putroppo il suo libro (“Nessuno muore gratis”) non vende, e il suo nome non è tenuto in considerazione tra i vecchi tromboni della letteratura. E’ proprio cercando di promuovere il suo libro che il professore incappa nella associazione “Filantropica”:

Peccato che Filantropica non sia certo una casa editrice che ha a cuore i talenti incompresi di scrittori squattrinati, bensì una vera e propria agenzia di sfruttamento organizzato dell’accattonaggio, che ricerca il suo talento di scrittore per elaborare scenette farsesche: il signor Pepe, la “mente” dietro Filantropica, infatti, crede fermamente nel detto “Una mano tesa che non racconta una storia non riceve nulla“, e fa in modo che i suoi mendicanti abbiano tutti incredibili storie alle spalle, quando più banalmente soffrono di miseria endemica. Inizialmente Ovidiu si rifiuta di collaborare con Pepe, sdegnato, ma dopo aver incontrato a un ricevimento genitori Diana, la sorella del suo alunno più teppa, decide di accettare l’offerta; Diana è una giovane e bellissima fotomodella, e per questo frequenta la beata gioventù della capitale: come può, lui (che ovviamente se ne è innamorato a prima vista come un piciu) con il suo misero stipendio da professore e la stanzetta a casa dei suoi, fare colpo senza un adeguato conto in banca?

Così insieme a Miruna, segretaria e tuttofare di Filantropica, comincerà a inscenare la farsa di una coppia che va al ristorante per il decimo anniversario di matrimonio e si rende conto di aver speso al di sopra delle proprie possibilità: taac, ed ecco che tutti gli arricchiti e ras del quartiere che si trovano nel locale fanno a gara a saldare il conto con il doppio intento di farsi vedere come dei benefattori e allo stesso tempo dei ricconi. Ovviamente si tratta di truffe in combutta coi camerieri, e tale “attività” (chiamiamola così) permette a Ovidiu di svoltare: si noleggia una decappottabile, comincia ad andare in giro con il chiodo e aria da macho, si fa passare agli occhi di Diana e dei suoi amici come uno scrittore di successo che fa il professore per puro hobby. Purtroppo però il gioco mostrerà presto la corda e si produrrà una cascata di equivoci/casini/contrattempi che porterà a un finale inaspettato che ovviamente non vi svelo perché sennò non ha senso.

Piccolo gioiello della cinematografia rumena, ingiustamente snobbato rispetto a film di registi che magari han vinto una Palma d’oro (vedi Mungiu), questo è già il terzo film scritto e diretto da Caranfil, figlio del più famoso critico cinematografico Tudor. Posso dire a buon diritto che è tra i miei registi preferiti; in tutti i suoi film io ho trovato inquadrature curate, dialoghi memorabili, soprattutto un’alchimia perfetta tra i diversi caratteri e tipi umani dei suoi personaggi. Ovviamente merito anche degli attori scelti, tutti bravissimi come Gheorghe Dinica, l’attore che interpreta il signor Pepe. Ed è incredibile, perché questo ex poeta e idealista, disilluso dopo cinque anni di prigionia politica in gioventù, normalmente dovrebbe essere visto come uno stronzo, insomma lui sfrutta disabili e bambini per mendicare!

“Una mano tesa che non racconta una storia non riceve nulla… Sii un professionista, che diamine!” -“E con il conto in banca che ti ritrovi ti concedi pure il lusso di aver una dignità?”

“Esistono solo tre mestieri al mondo: ricchezza, povertà, e.. sesso”

Eppure la statura dell’attore unita a una  scrittura a tutto tondo lo rendono un personaggio quasi paterno, che osserva divertito le vicissitudini dei suoi protetti e interviene quasi fosse un deus ex machina nei momenti di difficoltà che Ovidiu vive con Diana. Quest’ultima indubbiamente un personaggio menoso, superficiale, tutto apparenza, ma che costituisce il movente della storia; e ora che ci penso in tutti gli altri film del regista c’è sempre una Diana in agguato. Oltre a una “Diana”, nei film di Caranfil non manca mai un umorismo acuto ma mai cinico o nero su molte storture e paradossi della società rumena, passata da una cultura oppressiva che stronca sia il libero pensiero che il sesso (Les dimanches de Permission – E’ Pericoloso Sporgersi),  a una cultura materialistica, superficiale, votata solo al guadagno rapido e alla truffa senza rispetto né per i sentimenti né per la cultura (Filantropică, Asfalt Tango).

Filantropica è un film pieno di situazioni esilaranti senza essere banali (lasciamo ai cinepanettoni gli espedienti di puzzette, oggetti vari in orifizi vari, maggiorate sotto la doccia e battute antiche sui gay), ed è un vero peccato non averle trovate tutte sul tubo. Un tempo si trovava il film sottotitolato in inglese, ma ora è stato rimosso, quindi se la mia recensione vi ha incuriosito e ve la cavate qui trovate il primo spezzone di una serie di otto sottotitolato in spagnolo😉

Ciao, chiudo questa rara parentesi filmica nel mare dei trucchi e paciugopedie sperando di poterla riaprire presto😉

4 thoughts on “Recensioni – Filantropica

  1. Primo: c’è un vermetto qui alla mia sinistra. CHE CARIIIINO!*_____*
    Secondo: vado a cercarmi il film, anche fosse in rumeno sottotitolato in albanese *_*. I film “leggeri” come questo dovrebbero essere più conosciuti, altro che puzzette e tettone sotto la doccia -_-

    • sì, se lo clicchi ritorni a inizio pagina🙂

      Spero che tu riesca a trovarlo sottotitolato in inglese, perché appunto è un umorismo che si basa anche molto sulle parole e non è “slapstick”😉

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